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ansia e procrastinazione

ANSIA E PROCRASTINAZIONE: PERCHÈ RIMANDI SEMPRE TUTTO (E TI SENTI UN PROCRASTINATORE SERIALE)

  • Cristina Dordolo
  • 25 Febbraio 2026
  • ansia, Psicologo, psicologo udine

Ansia e procrastinazione sono spesso più collegate di quanto tu possa immaginare. La maggior parte delle volte non si tratta di non aver voglia di fare niente o di svogliatezza quindi, per comprendere al meglio questa correlazione, mettiamo un attimo a tacere il nostro “io giudicante”.  Se ti ritrovi a chiederti “perché rimando sempre tutto”, se hai la sensazione di rimandare sempre anche le cose importanti e inizi a definirti un procrastinatore, forse non si tratta di pigrizia o mancanza di volontà. I procrastinatori sono spesso le persone che si sentono sempre stanche e con una riserva energetica ridotta all’osso ed è assolutamente comprensibile. Vivono in uno stato di tensione interna costante, fatto di paura di sbagliare, timore del giudizio e bisogno di fare tutto “nel modo giusto”. Chi rimanda sempre tutto spesso ha il tempo per fare le cose ma non la serenità emotiva necessaria per iniziare. Vivere la quotidianità in uno stato perenne di allarme, come se l’errore madornale o la figuraccia fosse sempre dietro l’angolo, incute un timore insormontabile. È comprensibile quindi che la risposta più conservativa e sicura del cervello (che ha l’obbligo ancestrale di proteggere la nostra incolumità) a questa paura sia quella del “non fare”. Ti proteggi non facendo.

Funziona? Purtroppo no. Perché non facendo inizi a provare un sovraccarico emotivo sempre più pesante, che oscilla tra senso di colpa e sentirsi sopraffatti. È proprio qui che il legame tra ansia e procrastinazione diventa evidente: ciò che nasce come strategia di protezione finisce per alimentare il disagio. Comprendere questo meccanismo è il primo passo per interrompere un circolo vizioso che, nel tempo, può diventare frustrante e logorante. La buona notizia è che, tramite un percorso terapeutico efficace con uno psicologo a Udine oppure con uno psicologo online, le cose possono davvero migliorare.

Il circolo vizioso tra ansia e procrastinazione.

Per comprendere davvero il legame tra ansia e procrastinazione, è utile osservare cosa accade dentro di noi nel momento esatto in cui decidiamo di rimandare. Tutto inizia con l’ansia anticipatoria. Prima ancora di iniziare un compito, la mente immagina scenari (spesso mossi da una bassa autostima e con esiti catastrofici). Le domande più ricorrenti: “E se sbaglio?”, “E se non sono abbastanza preparato?”, “E se faccio una figuraccia?”. Il cervello manda un messaggio di allarme e pericolo e il corpo reagisce come se tutto questo fosse reale. Si attiva, si irrigidisce, entra in uno stato di allerta. A quel punto il cervello va alla ricerca della soluzione più rapida ed efficace per abbassare la tensione e la trova: rimandare, distrarsi, non fare niente.

Questa strategia di autoconservazione sembra funzionare nel breve termine perché inizi a sentirti sollevato e l’ansia scende. Si tratta però di un’efficacia effimera perché appena il compito torna alla mente, l’ansia aumenta e con lei arrivano il senso di colpa, l’autocritica e la frustrazione. Inizi a dirti che sei un procrastinatore, che non hai disciplina, che rimandi sempre tutto. E più rafforzi questa etichetta, più il comportamento si consolida. Questo è il cuore del meccanismo: l’evitamento riduce l’ansia nel breve periodo, ma la alimenta e la peggiora nel lungo periodo. Così ansia e procrastinazione si rinforzano a vicenda, creando un circolo vizioso che può diventare sempre più invalidante. Non si tratta di mancanza di capacità, ma di una strategia di protezione che, nel tempo, smette di funzionare e diventa un problema. È importante cambiare prospettiva per non rifugiarsi nella giustificazione del “sono fatto così” e iniziare a leggere la situazione per quello che è: una reazione a un’ansia che non hai ancora imparato a gestire.

 È proprio qui che si apre la porta al cambiamento.

Perché sei un procrastinatore seriale?

Se vivi a stretto contatto con questo meccanismo e inizi a non poterne davvero più, potresti chiederti perché succede proprio a te? Come mai tra tutte le risposte possibili allo stress, il tuo cervello sceglie proprio quella di rimandare? Nella mia esperienza di psicologa a Udine ho capito che la risposta non è uguale per tutti.

Spesso ansia e procrastinazione sono legate alla tua storia familiare o personale fatta di aspettative elevate, paura del giudizio o esperienze in cui l’errore è stato vissuto come qualcosa di grave, da evitare a tutti i costi. E quando parlo di “grave” intendo qualcosa che tu hai percepito come tale, indipendentemente dalle conseguenze oggettive. È sufficiente che tu l’abbia vissuto come un evento destabilizzante, anche se dall’esterno poteva sembrare irrilevante. Se hai imparato che sbagliare significa deludere, perdere valore o non essere abbastanza, è comprensibile che oggi il tuo sistema d’allarme si attivi in modo eccessivo davanti a ogni compito percepito come “valutabile”. L’idea di deludere le aspettative potrebbe rappresentare, per il tuo cervello, una questione di sopravvivenza. E se il rischio è così alto, la soluzione più sicura è evitare, rimandare il più possibile, procrastinare.

Perfezionismo e sovraccarico emotivo sono amici dell’ansia.

In altri casi entra in gioco il perfezionismo: la necessità che le cose debbano essere fatte nel modo migliore possibile, altrimenti è meglio non farle affatto. L’idea di dover avere la certezza che tutto quello che fai e farai dovrà essere impeccabile ti blocca perché dentro di te sai che è impossibile avere tutto sotto controllo. E un eventuale esito non all’altezza dei tuoi standard interiori è per te inaccettabile e insostenibile. Questa rigidità aumenta l’ansia anticipatoria e rende l’inizio del compito emotivamente troppo costoso.

A volte, invece, tutto nasce da un sovraccarico emotivo più generale. Quando sei già stanco, stressato o attraversi un periodo difficile, anche le più semplici richieste quotidiane possono sembrare per te montagne insormontabili. L’ansia richiede un dispendio energetico importante ed è assolutamente normale vivere con la sensazione costante di essere “in riserva”. Rimandare diventa allora un modo per proteggere le poche energie rimaste. Anche in questo caso, ansia e procrastinazione sono strettamente correlate.

Capire perché il tuo sistema reagisce così non significa giustificarsi, ma iniziare a conoscersi. E senza questa consapevolezza, il rischio è continuare a combattere contro il sintomo senza mai intervenire sulla causa.

Ansia e procrastinazione diventano un limite? Chiedi aiuto allo psicologo.

Spero di essere riuscita nell’intento di questo articolo: farti comprendere che ansia e procrastinazione non sono un tratto del tuo carattere, né una condanna permanente. Non sei nato procrastinatore, hai adottato questa strategia per proteggerti e ora che non ti serve più (e ti limita) fai fatica a liberartene. Il primo suggerimento che ti do è quello di non etichettarti, non colpevolizzarti e soprattutto non demoralizzarti. Quello che ti manca per uscirne non è la forza di volontà ma un supporto in grado di aiutarti verso la liberazione da questo peso.

Se continui a rimandare sempre tutto, se ti senti bloccato, stanco, sopraffatto e intrappolato in un circolo di autocritica, forse hai bisogno di comprendere cosa alimenta la tua ansia e imparare a gestirla in modo diverso. Nel mio studio a Udine ho accompagnato diversi pazienti verso un percorso di gestione dell’ansia e ho ascoltato cambiamenti tangibili nella loro nuova vita in cui non si rimanda proprio un bel niente! Lavorare su ansia e procrastinazione significa interrompere il circolo vizioso tra evitamento e senso di colpa, recuperare energia mentale e tornare a sentirti capace di agire senza essere paralizzato dalla paura di sbagliare.

Prenditi cura di te e inizia un percorso a Udine oppure online.

Vivere in allarme è estremamente faticoso perché limita la tua vita personale e professionale quindi chiedere un supporto è davvero un atto di amore e responsabilità verso te stesso. È proprio per questo motivo che rivolgersi ad uno psicologo a Udine o a uno psicologo online può aiutarti a individuare le radici profonde di questo meccanismo. Se pensi che possa essere io ad accompagnarti in questo percorso e vivi in Friuli Venezia Giulia, ti aspetto nel mio studio a Udine oppure, se preferisci la flessibilità o vivi lontano, puoi scegliere le sedute a distanza, con la stessa efficacia e continuità.

Il vero cambiamento non avviene forzandoti a fare di più. Avviene imparando a gestire meglio ciò che provi.

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